A vivere il presente con solennità, anche la giornata di un semplice impiegato acquista senso. Dal cordiale saluto ai colleghi, alle (non più) noiose pratiche da sbrigare, dietro alle quali scopri che ci sono delle persone concrete che aspettano una risposta, al rientro a casa senza la consueta sosta al bar tanto cara a chi non ha nessuno che l’aspetta. Spesso non si vive la vita, la si sorvola. Invece, a viverla concentrati nel presente cercando di essere amore, anche la vita più modesta può diventare importante. Ogni gesto, come un semplice sguardo di intesa, un sorriso, un ascolto disinteressato, ti fa sentire un’altra persona, più realizzata, più felice. Acquisti una nuova dignità verso te stesso e verso gli altri.

Un tema, questo della
dignità, che ieri ha movimentato 230 piazze d’Italia e del mondo.
Era ora che si affermasse a chiare lettere che a tutti, donna e uomo che siano, va riconosciuta la dignità del loro essere persona, un valore che va ben più in là del successo e del denaro. Era importante sottolineare che per nessuna ragione al mondo si può strumentalizzare un altro essere umano, tantomeno minorenne, per sedare il proprio bisogno di autoaffermazione.
Sia che siamo ricchi sia che non lo siamo,
vivere la vita è un’altra cosa.
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