E’ un fagottino di tenerezza: le parli e lei ti risponde subito con le manine e qualche gridolino. Se sente la voce del papà, subito si gira verso quella direzione. Se la mamma parla troppo a lungo con un’altra signora, le gira la faccia affinché guardi lei.
E’ evidente che capisce ‘tutto’ e che presto saprà anche pronunciarlo con le parole.
Ad osservarla, ci sono venute alcune riflessioni innanzitutto sull’’efficienza e precocità davvero sorprendenti delle facoltà intellettive dell’essere umano.
Se ora Alessia è in grado di capire ‘tutto’ vuol dire che in questo suo primo anno di vita ha già avuto modo di interiorizzare non solo le parole che ha sentito pronunciare, ma anche il loro significato. Senza bisogno che qualcuno si sia messo lì a spiegarglielo. E’ avvenuto e basta.
Da ciò la responsabilità di noi genitori nell’accompagnare i figli nella vita, fin dalla più tenera età! Perché come per le parole, già fin dal primo anno di vita essi assorbono sentimenti, valori, comportamenti etici. E tutto questo attraverso l’humus che respirano in casa. E’ proprio vero che si può dire allora che i genitori non debbono ‘fare’ nulla per educare i figli: basta l’essere, il loro saper essere amore.

3 commenti:
Bellooooo! Che dire? Mi accorgo con gli anni che passano cosa sia stato quel nutrimento d'amore ricevuto. Tutto quello che sono, il meglio di me è la fioritura dell'amore ricevuto.Grazie Anna e Alberto, sono contento di intuire che siete stati al mare!
Tanino
Carissimi Anna e Alberto, grazie di queste parole, ma ancor più grazie della vita che trasmettono queste vostre righe in rete.
Nel vivere + intensamente per queste nuove generazioni...
Francesco.
Sì, è curioso come tanti adulti possano pensare che i bimbi piccoli "non capiscano". Come se la comprensione avvenisse di colpo con il manifestarsi della capacità di parola! O come se l'intelligenza partisse da zero con l'anno zero! Non ho mai voluto parlare ai piccoli con parole "finte", "bambinizzate".
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